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martedì 16 febbraio 2016

Ave, Cesare! e la crocifissione di Hollywood

Presentato alla Berlinale, il nuovo film dei fratelli Coen è una critica divertita dello showbusiness. Divi idioti, attrici sbandate, bellocci incapaci, sceneggiatori cospiratori… e Cristo che sta a guardare
“Abbiamo noi la vostra moviestar. Chi siamo? Il futuro”.
Basta questo a scatenare un putiferio nella Hollywood degli anni ’50 descritta dai Coen nella nuova commedia dissacrante Ave, Cesare!, presentata in apertura alla Berlinale.
 Protagonista è l’ingegnoso risolvi-problemi Eddie Mannix (sempre bravo, Josh Brolin), responsabile di produzione di Capitol Studios. Tra una confessione e l’altra (il film si apre con un crocifisso come The Hateful Eight, curiosa coincidenza), è lui a badare a tutto: gestire questioni di soldi e di lenzuola, evitare scandali, convincere attori e registi a fare il proprio mestiere e giornaliste dalla lingua biforcuta a non farlo, affrontare riunioni, appuntamenti, beghe legali, produttori.


Doppiaggio o meno, George Clooney ve lo ricorderete di sicuro: è generoso e assai autoironico nell’interpretare una star totalmente rimbecillita, che pare trovare la luce nel suo stesso rapimento. Almeno fin quando non viene riportato al reale (nel modo più antico del mondo, lo vedrete) da Josh Brolin.
Divertente realizzare una commedia del genere, prendendo a schiaffi la Hollywood che contava? I fratelli più famosi del cinema dopo i Lumiere sembrano divertirsi parecchio: “Ovviamente non abbiamo potuto vivere quell’epoca e abbiamo giocato a romanzare quella Hollywood lì: il nostro è uno sguardo pieno di affetto per un mondo che non esiste più“.
Pieno di affetto, ma soprattutto di voglia di ridere sull’industria che ammazza l’arte da una parte, e sul finto professionismo che si prende troppo sul serio dall’altra. Nel mezzo ci sono loro, i fratelli Coen, e il loro cinema strampalato, originale e visivamente accattivante che si fa sempre ben vedere e ben volere.
Anche quando propone interminabili quanto improbabili discussioni teologiche:
- Dio è anche ciò che non è.
- E chi non è anche ciò che non è?!
- Gesù però è il figlio di Dio.
- No, Dio è scapolo, non ha figli ed è molto arrabbiato.
- No, prima era molto arrabbiato, poi si è calmato…”
Chi ci capisce è bravo, al cinema come – soprattutto – nella vita

 

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