Presentato alla Berlinale, il nuovo film dei
fratelli Coen è una critica divertita dello showbusiness. Divi idioti,
attrici sbandate, bellocci incapaci, sceneggiatori cospiratori… e Cristo
che sta a guardare
“Abbiamo noi la vostra moviestar. Chi siamo? Il futuro”.
Basta questo a scatenare un putiferio nella Hollywood degli anni ’50 descritta dai Coen nella nuova commedia dissacrante
Ave, Cesare!, presentata in apertura alla Berlinale.
Protagonista è l’ingegnoso risolvi-problemi
Eddie Mannix (sempre bravo,
Josh Brolin), responsabile di produzione di Capitol Studios. Tra una confessione e l’altra (il film si apre con un crocifisso come
The Hateful Eight,
curiosa coincidenza), è lui a badare a tutto: gestire questioni di
soldi e di lenzuola, evitare scandali, convincere attori e registi a
fare il proprio mestiere e giornaliste dalla lingua biforcuta a non
farlo, affrontare riunioni, appuntamenti, beghe legali, produttori.
Doppiaggio o meno,
George Clooney ve lo ricorderete di sicuro:
è generoso e assai autoironico nell’interpretare una star totalmente
rimbecillita, che pare trovare la luce nel suo stesso rapimento. Almeno
fin quando non viene riportato al reale (nel modo più antico del mondo,
lo vedrete) da Josh Brolin.
Divertente realizzare una commedia del genere, prendendo a schiaffi la Hollywood che contava? I fratelli più famosi del cinema dopo i Lumiere sembrano divertirsi parecchio: “
Ovviamente
non abbiamo potuto vivere quell’epoca e abbiamo giocato a romanzare
quella Hollywood lì: il nostro è uno sguardo pieno di affetto per un
mondo che non esiste più“.
Pieno di affetto, ma soprattutto di v
oglia di ridere sull’industria che ammazza l’arte
da una parte, e sul finto professionismo che si prende troppo sul serio
dall’altra. Nel mezzo ci sono loro, i fratelli Coen, e il loro cinema
strampalato, originale e visivamente accattivante che si fa sempre ben
vedere e ben volere.
Anche quando propone interminabili quanto improbabili discussioni teologiche:
“
- Dio è anche ciò che non è.
- E chi non è anche ciò che non è?!
- Gesù però è il figlio di Dio.
- No, Dio è scapolo, non ha figli ed è molto arrabbiato.
- No, prima era molto arrabbiato, poi si è calmato…”
Chi ci capisce è bravo, al cinema come – soprattutto – nella vita